Clara, un manager che ci faceva sognare

Ho conosciuto Clara Fresca Fantoni otto anni fa, nelle riunioni di Assinter Italia. Era una giovane manager con un’intelligenza e una preparazione professionale eccezionale.

Riusciva a confrontarsi brillantemente negli ambienti internazionali più evoluti del mondo ICT e del management industriale, con una lucidità d’analisi e di proposta che mi ha sempre affascinato. Cosa molto rara nel mondo delle in house regionali.

Fin dai primi incontri iniziò tra di noi uno scambio vero di idee  sul futuro della digitalizzazione della sanità e della PA italiana. Trovai una persona in grado di valutare con conoscenza tecnica e scientifica le proposte che in quel periodo stavo elaborando, in particolare sull’e-Health e sul FSE. Mi chiese, da Presidente di Assinter Italia, prima di seguire il ‘gruppo di lavoro e-Health’, poi, nell’ultimo anno, di diventare responsabile Scientifico di Assinter Academy. Questa sua fiducia mi onorò moltissimo, perché sapevo che veniva da persona seria e competente, che conosceva il mondo delle aziende e quello dell’informatica.

Clara era l’opposto del burocrate che occupa qualche incarico perché qualcuno glielo ha assegnato. Viveva la dinamicità delle cose, del confronto con le istituzioni e il mercato. Se doveva dire il suo parere non aspettava autorizzazioni dall’alto. Lo diceva e basta. Diventammo amici e con Luca Rigoni, altra persona che lei stimava tantissimo, passavamo intere sere a discutere le complesse situazioni dell’Italia digitale. In questa discussione, che  spesso venivano estese agli amici del Politecnico di Milano, ai dirigenti delle in house, ai manager delle grandi aziende di mercato, è nata una nuova strategia dell’Associazione che ha ribaltato i vecchi schemi della contrapposizione tra pubblico e privato. La ‘Carta di Salerno’, a cui Clara teneva tantissimo anche se – già ammalata – non riuscì a partecipare all’incontro nella città campana, ha di recente riassunto questa linea innovativa che vede le 17 in house delle Regioni italiane lavorare assieme, costruire network, Innovation Lab, per un progetto paese.

Si, questa era Clara, una persona che sapeva guardare oltre le piccole cose, ai grandi progetti di immenso valore sociale. Una persona che sapeva sognare e ci faceva sognare. Una persona eccezionale. Ci mancherà tantissimo.

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